A sorpresa arriva la mossa della grande G, che ha rivisto la suddivisione interna dell’azienda con la creazione di Alphabet, una nuova azienda che provvederà a sostituire la Google di ieri.

Una mossa studiata per portare un ridimensionamento mirato, che darà la possibilità a Google di continuare la suddivisione dei servizi intrapresa diversi anni fa. Da un parte c’è il core business della società, nata nel 1998 come internet company; core business che resta invariato e continuerà ad incentrarsi sulle ricerche sul web. Dall’altra parte ci sono, a detta dei fondatori, tutte le altre pazze idee utilizzate oggi da oltre un miliardo di persone: Apps, Maps, Android e YouTube.

Sotto invece le ali di Alphabet, rientrano tutte le nuove divisioni legate all’area di ricerca, sviluppo e investimento, lontani dalla sfera web come ad esempio il termostato Nest acquistato l’anno scorso, il progetto Calico relativo alla nostra salute, il progetto Sidewalk Labs per ridisegnare il volto delle nostre città, i laboratori futuristici di Google X, il progetto Google Fiber che mira a sviluppare un connessione ultra veloce.

Ma perchè è stato necessario modificare un’azienda come Google?

Le risposte possono essere molteplici. Frazionare Google in tante divisioni distante anni luce per tipologia, concezione e aree di interesse permette di mettere un freno alle lamentele degli investitori oltre che a portare una maggiore trasparenza. Ogni reparto sotto Alphabet ora ha un proprio CEO responsabile di eventuali flop. Servirà inoltre a dimostrare come il core business dell’azienda continui a portare profitti immensi (66 miliardi di Dollari sono i proventi della pubblicità sul motore di ricerca nel 2014).

Wall Street non è rimasta indifferente a questa mossa premiando l’annuncio con un incremento azionario del 4.4%.

Il New York Times, sottolinea infine che la decisione di Google è prima di tutto un’esigenza di riordinare il proprio business deventato ormai tentacolare. Un situazione condivisa anche da altre Big Company le quali sono nate focalizzandosi su un settore  per poi allargarsi a ramificazioni utili a diversificare gli affari (vedi Amazon e Facebook). Google anche in questo caso gioca d’anticipo creando un precedente che verrà emulato da altri.